Intervento di Giuseppe Uboldi alla manifestazione del 25 aprile 19 a Saronno. L'intervento, riportato integralmente, inquadra con precisione la natura e lo scopo del coordinamento associativo "4Passi di Pace".


    25 APRILE 2019

Vi porto i saluti del Coordinamento Quattro Passi di Pace, una rete di associazioni che operano in varie forme nel campo del volontariato sociale nella nostra città già dal 2014. Una rete che si è via via estesa, fino a raggiungere il numero di 25 associazioni aderenti.

Le finalità di questa aggregazione sono di diffondere una cultura di pace di fratellanza e di solidarietà, a partire da un lavoro condotto nelle scuole di base, tra i bambini e i ragazzi. Un lavoro che si è poi esteso in modo naturale alle loro famiglie, italiane e straniere, fino a creare una serie di rapporti di conoscenza e di fiducia che si stanno consolidando e producono frutti sempre più interessanti, come il rapporto di fattiva collaborazione con la comunità islamica di Saronno. Lo si vedrà in occasione della giornata multietnica di domenica 9 giugno, nell’annuale grande incontro fra le culture saronnesi.

Questa esperienza ci sta insegnando, con la forza dei fatti, che è possibile superare le barriere della diffidenza o dell’indifferenza che ci dividono dagli altri, che è possibile imparare a conoscersi e a riconoscerci, a collaborare e a comprendersi.

Ciò è tanto più importante ed urgente in un momento così difficile e preoccupante come l’attuale, in cui dall’alto viene fomentata una cultura del rancore e del risentimento e diffusa una informazione sistematicamente menzognera sulla realtà dell’immigrazione, dando insieme legittimazione e avallo alle peggiori manifestazioni di un fascismo di ritorno, in realtà mai spento nelle viscere di parte del nostro popolo.

La ricorrenza del 25 aprile cade dunque opportuna per invitarci ad aprire bene gli occhi per capire dove stia il vero fascismo oggi (o se vogliamo dir meglio: la reazione): se nelle truculente marionette dei vari gruppi della galassia neonazista o non piuttosto ben annidato nelle alte sfere della politica e del governo.

Occorre dunque che anche noi facciamo sentire la nostra voce, in un contesto dove sembrano parlare solo quelli che gridano di più; questo è d’altra parte il limite che scontano tutti quelli che come noi lavorano in silenzio nel quotidiano: quello di avere una scarsa visibilità, rispetto a chi riduce il fare al condurre una ossessiva propaganda intessuta di falsificazioni della realtà.

Questa situazione minoritaria dell’area che si definiva “progressista” è derivata in buona parte della assenza di quella politica che dovrebbe rappresentare una vivace ed attivissima società civile, che si è espressa in modo eloquente nella grande manifestazione di marzo a Milano; è inutile nasconderlo: siamo da troppo tempo politicamente orfani, e questa situazione non può prolungarsi ulteriormente.

Non possiamo infatti limitarci alla testimonianza e alla pur doverosa resistenza umana contro i seminatori di odio; perché senza la politica non si va da nessuna parte.

Per questo l’occasione del 25 aprile è importante per fare appello ai politici sensibili alle nostre istanze perché si uniscano in un progetto che possa dare sbocchi concreti alla forte domanda che emerge dalla società; perché possiamo uscire dallo sconforto in cui ci hanno fatto cadere i troppi errori, timidezze e indugi di chi non ha saputo capire e governare i cambiamenti epocali che attraversano il nostro tempo.



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  1 k v. 1 29 apr 2019, 14:16 Coordinamento quattropassidipace
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