Le notizie

Moni Ovadia a Saronno

pubblicato 11 mag 2019, 12:11 da Cesare Di Giacomo   [ aggiornato il 13 mag 2019, 01:12 da quattropassi di pace ]

La preparazione delle feste multietniche del Coordinamento "4 Passi di Pace" è sempre stata un impegno notevole poiché, giustamente, ognuna delle 27 associazioni di riferimento ha una propria idea sul programma e sulla realizzazione e si batte perché questa venga accolta. Anche questa volta ce l'abbiamo fatta e il programma è stato varato in via definitiva nell'ultima riunione che si è tenuta mercoledì 8  c.m. presso la sede di Legambiente, in Via Biffi, a Saronno. Ora si apre un'altra fase di impegno: la locandina che è qui riportata deve essere diffusa con tutti i mezzi, comprese le reti sociali che vengono utilizzate normalmente. Quando ne parliamo con amici e parenti, ricordiamoci di mettere in risalto la presenza di Moni Ovadia alla festa!

In attesa della Nakba (15 maggio: il giorno del disastro)

pubblicato 5 mag 2019, 01:54 da quattropassi di pace

Una pace difficile

Le tensioni a Gaza si intensificano in modo ciclico, spiega Giorgio Bernardelli, esperto di Medio Oriente. Quando ci sono situazione di stallo “il pericolo vero è che venga sbloccato da un evento violento”. Intanto è passato oltre un anno dall'inizio la Grande marcia del ritorno: in questi 57 venerdì i palestinesi hanno chiesto di tornare a vivere nei territori che dal 1948 appartengono a Israele. “Pur con tutte le contraddizioni”, continua il giornalista, questa protesta “è l’unico promemoria sul fatto che a Gaza esiste una situazione insostenibile”. La Comunità internazionale, conclude, “deve ricominciare a credere che un processo di pace sia una prospettiva da incoraggiare”.

(Da Vatican News)

Pastorale Migranti Zona 4

pubblicato 29 apr 2019, 01:08 da Silvana Lombardi


Migranti, Cassazione accoglie ricorso di un ivoriano omosessuale: “Verificare effettiva sicurezza in caso di rimpatrio”

pubblicato 26 apr 2019, 23:34 da Silvana Lombardi

Bakayoko Aboubakar aveva raccontato di essere di religione islamica, sposato con due figli e diventato oggetto "di disprezzo e accuse da parte di sua moglie e di suo padre", che era imam del villaggio. Aveva deciso di fuggire quando il suo partner era stato "ucciso in circostanze non note, a suo dire a opera del padre". Ermellini: "Non appare sufficiente l'accertamento che nello Stato di provenienza l’omosessualità non è considerata alla stregua di reato"

di  | 23 Aprile 2019

I poveri non li vuole nessuno

pubblicato 18 apr 2019, 00:36 da Silvana Lombardi   [ aggiornato in data 18 apr 2019, 00:40 ]

La fotografia scattata dal fotografo John Moore lo scorso 12 giugno mostra al mondo gli effetti della politica Trump nei confronti delle fasce più povere della popolazione. Il pianto disperato della bambina sembra scaturire dalla consapevolezza di quello che sarà il suo destino. Il governo USA sta separando i bambini dai genitori quando le famiglie arrivano al confine del Messico con gli USA: i genitori vengono respinti e i bambini vengono "ospitati" nelle strutture create allo scopo.

Salvati 49 migranti. Salvini: Arrestateli tutti!

pubblicato 22 mar 2019, 03:17 da quattropassi di pace

SaMare Jonio lascia il punto di fonda ed entra nel porto di Lampedusa dove la Guardia di finanza notifica il provvedimento di sequestro. I migranti sbarcano tutti. Poi il comandante, Pietro Marrone, viene convocato d'urgenza dalle fiamme gialle di Lampedusa. Marrone si é recato in caserma accompagnato dall'armatore Beppe Caccia e dal deputato di Sinistra italiana Erasmo Palazzotto. A quanto si apprende i militari dovrebbero notificare al comandante un atto.

La Mare Jonio lascia il punto di fonda ed entra nel porto di Lampedusa dove la Guardia di finanza notifica il provvedimento di sequestro. I migranti sbarcano tutti. Poi il comandante, Pietro Marrone, viene convocato d'urgenza dalle fiamme gialle di Lampedusa. Marrone si é recato in caserma accompagnato dall'armatore Beppe Caccia e dal deputato di Sinistra italiana Erasmo Palazzotto. A quanto si apprende i militari dovrebbero notificare al comandante un atto.
Il comandante è stto trattenuto nella caserma della Finanza fino alle due di notte: al momento nessuno risulta indagato

Salvini impedisce l'ingresso di 49 profughi a Lampedusa

pubblicato 20 mar 2019, 01:34 da quattropassi di pace

"Abbandonare persone in mare è disgustoso". Lo ha detto all'AdnKronos l'ex sindaca di Lampedusa, Giusi Nicolini, parlando della nave 'Mare Jonio' bloccata alla fonda di Lampedusa. "Noi - aggiunge - non abbiamo più alcuna emergenza".  

"La circolare di Salvini è una oscenità giuridica prima ancora che politica": è questa la dura presa di posizione dell'ex sindaca Nicolini. "Il porto di Lampedusa è aperto e 49 disperati non faranno alcun danno né all'Italia né tanto meno a Lampedusa che, negli anni, ha accolto centinaia di migliaia di persone - dice all'AdnKronos -. Si tratta di 49 persone che, senza la Mare Jonio, sarebbero annegati o riportati indietro nell'inferno Libico dai gruppi armati della cosiddetta guardia costiera libica". 

"Non si capisce l'arroganza di Salvini - aggiunge Nicolini - perché nel 2018 il primato degli sbarchi è passato alla Spagna, con 65mila arrivi. La Grecia ne ha soccorsi 33mila e l'Italia soltanto 23mila. Inoltre, la gran parte, l'80 per cento, dei rifugiati sbarcati in Italia è già andata in altri Paesi europei. Noi non abbiamo più alcuna emergenza".

Pietro Bartolo a Saronno

pubblicato 19 mar 2019, 23:56 da quattropassi di pace

Saronno abbraccia il medico del mare Bartolo. Oltre 500 persone all’Aldo Moro
Di Sara Giudici -  19/03/2019 439 3
SARONNO Tutto esaurito all’auditorium Aldo Moro prima e al centro culturale islamico poi per l’incontro dal titolo “Il medico del mare” proposto nel pomeriggio di domenica. Protagonista Pietro Bartolo medico di Lampedusa che ha parlato della sua esperienza “di vita spesa per gli altri”. L’incontro è stato organizzato all’auditorium dal Coordinamento “4 Passi di Pace” e al centro di via Grieg dai gruppo giovani musulmani. Non è mancato un fuori programma con la visita dell’ospite al Santuario della Beata Vergine dei Miracoli. Tantissimi i saronnesi, oltre 500, che hanno partecipato all’incontro tanto che molti sono nemmeno riusciti ad entrare nella sala. Al secondo incontro al centro islamico a dare il benvenuto al medico è stato l’imam Najib Al Bared e i portavoci del centro Latif Chridi e Sadok Hammami.

Nel corso del confronto non è mancato un messaggio di solidarietà alla comunità islamica dopo la strage in Nuova Zelanda. “Pietro Bartolo – spiegano dal centro islamico – è un esempio di umanità l’ha dimostrato anche a Saronno sottolineando come non abbia mai guardato a razza o religione prima di aiutare una persona. Queste sono le persone che ci piace che incontrino e conoscano i nostri giovani”.

Notizie dalla Libia

pubblicato 15 ott 2009, 08:02 da quattropassi di pace

«I can’t believe, I can’t believe!», ha urlato quando da bordo della “Mare Jonio” ha visto la motovedetta della Guardia costiera libica allontanarsi. «I can’t believe, non posso crederci», ha più volte ripetuto scuotendo la testa, questo giovane senegalese di 24 anni che ora sta sul ponte della nave, vede la costa di Lampedusa a un passo ma non può ancora scendere: «Dal Senegal sono scappato cinque anni fa, lì ho moglie e due figli che non vedo da quando sono nati e io avevo 19 anni. Sono andato a cercare un posto dove guadagnare i soldi per sostenere la mia famiglia, invece sono rimasto chiuso nelle prigioni libiche per cinque anni».  

Il suo racconto a questo punto si fa ancora più crudo: «In quelle prigioni ho visto morire almeno cinquanta persone, molte per denutrizione, gente che non poteva lavorare perché ammalata e senza forze e che per questo i libici abbandonavano al loro destino e alle quali davano da bere acqua con le urine». Il giovane senegalese ha raccontato ai soccorritori della nave Mare Jonio che prima di domenica scorsa, aveva tentato già quattro volte la traversata, e ogni volta la Guardia costiera libica lo aveva riportato indietro, nelle stesse carceri, dove ha continuato a subire torture: «Non sapete a cosa può arrivare il razzismo dei libici nei confronti di chi arriva dai Paesi dell’Africa nera». Il suo «non posso crederci» è liberatorio, l’attesa davanti a un porto europeo, se anche dovesse durare giorni, per lui è un dettaglio ormai..


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